«Non è la fede che ha cambiato la mia vita ma l'inchiostro»
«Ne dis pas tout ce que tu sais;
ne crois pas tout ce que tu entends;
ne fais pas tout ce que tu peux.
Garde en ton intérieur un jardin secret.»– Alejandro Jodorowsky
*Non dire tutto ciò che sai;
non credere a tutto ciò che senti;
non fare tutto ciò che puoi.
Mantieni dentro di te un giardino segreto.
«Se dubbio d'amor
troppo ti é duolo,
scegli una margherita
con un petalo solo.»– Stefano Benni, M'ama non m'ama / Margherita Dolcevita
«[…] Ma egli ebbe quello che il suo cuore bramava, e tardò molto ad averlo, e forse non c’è felicità più grande.»
–Jorge Luis Borges, L'Aleph
«La distruzione che hai causato in me non poteva essere più totale. Hai distrutto semplicemente l’idea che ho sempre avuto di me. Ora io non riesco a vedere assolutamente niente che possa reintegrarmi nella mia identità. Che cosa mi proponi?»
– Pier Paolo Pasolini, Teorema
«Accade
che le affinità d'anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro ma accade.
Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perché solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto
nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste.
Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva o non era.
Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.»– Eugenio Montale, Ex voto / da Satura II
«Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.»– Wislawa Szymborska, Sotto una piccola stella
«Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.»– Eugenio Montale, Forse un mattino andando / da Ossi di seppia
“The Art Toast Project Presents:” by Ida Skivenes
Idafrosk.com // Instagram: @Idafrosk
(via: Mashable)