Lezia

«Non è la fede che ha cambiato la mia vita ma l'inchiostro»

volopindarico:

«Ne dis pas tout ce que tu sais;
ne crois pas tout ce que tu entends;
ne fais pas tout ce que tu peux.
Garde en ton intérieur un jardin secret.»

Alejandro Jodorowsky

*Non dire tutto ciò che sai;
non credere a tutto ciò che senti;
non fare tutto ciò che puoi.
Mantieni dentro di te un giardino segreto.

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«Se dubbio d'amor
troppo ti é duolo,
scegli una margherita
con un petalo solo.»

Stefano Benni, M'ama non m'ama / Margherita Dolcevita

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«[…] Ma egli ebbe quello che il suo cuore bramava, e tardò molto ad averlo, e forse non c’è felicità più grande.»

Jorge Luis Borges, L'Aleph

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«La distruzione che hai causato in me non poteva essere più totale. Hai distrutto semplicemente l’idea che ho sempre avuto di me. Ora io non riesco a vedere assolutamente niente che possa reintegrarmi nella mia identità. Che cosa mi proponi?»

Pier Paolo Pasolini, Teorema

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«Accade

che le affinità d'anima non giungano

ai gesti e alle parole ma rimangano

effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.

Può darsi

che sia vera soltanto la lontananza,

vero l'oblio, vera la foglia secca

più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.

Comprendo

la tua caparbia volontà di essere sempre assente

perché solo così si manifesta

la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto

nel ricercarti nel fuscello

e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre

nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era

la volontà dei numi che presidiano

il tuo lontano focolare, strani

multiformi multanimi animali domestici;

fors'era così come mi pareva
o non era.

Ignoro

se la mia inesistenza appaga il tuo destino,

se la tua colma il mio che ne trabocca,

se l'innocenza è una colpa oppure

si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,

di te tutto conosco, tutto

ignoro.»

Eugenio Montale, Ex voto / da Satura II

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.»

Wislawa Szymborska, Sotto una piccola stella

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:

«Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.»

Eugenio Montale, Forse un mattino andando / da Ossi di seppia

(via volopindarico-deactivated201811)

volopindarico:
“«Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state…»
– Guido Gozzano, Cocotte (IV.) / da I colloqui (1911)
(Sandro Botticelli, fiori da...

volopindarico:

«Il mio sogno è nutrito d’abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state…»

Guido Gozzano, Cocotte (IV.) / da I colloqui (1911)

(Sandro Botticelli, fiori da Primavera)

(via volopindarico-deactivated201811)

filmacci:
“Trip Fontaine / The virgin suicides
”

filmacci:

Trip Fontaine / The virgin suicides

tkyle:

Roses are red.

Violets are blue.

Don’t have a Valentine?

image

(via leziaa)

lopsicodrammadellessere:

moon83:

“The Art Toast Project Presents:” by Ida Skivenes

Idafrosk.com // Instagram: @Idafrosk

(via: Mashable)

(via e-cosi-fragile-ricomincerai)

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome.

Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome.

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome.

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome.

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome.

Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome.

Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome.

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome.

Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome.

Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome.

Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome.

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome.

Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome.

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome.

Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome.

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome.

Sull'assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome.

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome.

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.

—   Paul Éluard